giovedì 9 luglio 2009

CONTRO LE SPECULAZIONI, PER UNA CULTURA LIBERA

Quando si avvicina il periodo di riapertura delle scuole, una delle principali preoccupazioni di milioni di famiglie è quella dell’acquisto dei libri di testo per il nuovo anno scolastico. Una grossa spesa (si arriva fino ai 500 euro annui per studente) che incide molto sui bilanci familiari, spesso già in rosso per
altre uscite come mutuo, affitto, bollette, beni alimentari, bollo, assicurazioni,
etc.
Inoltre, in una fase di crisi le difficoltà economiche si moltiplicano e il diritto allo studio, che andrebbe
garantito universalmente, viene compromesso e percepito paradossalmente quasi come un peso per molte famiglie.
Le cause di un costo così eccessivo sono riconducibili sia all’innalzamento dei prezzi dei testi da parte delle grandi case editrici, che stampano ogni anno nuove edizioni ingiustificate (magari cambiando solo l’impostazione grafica o l’ordine delle pagine), sia al mancato rispetto da parte delle scuole dei tetti massimi al costo dei libri. Inoltre, se si considerano anche i testi “consigliati”, tra i quali atlanti e dizionari, i costi lievitano a dismisura.
Insomma, anche il caro libri si aggiunge alle altre numerose voci del carovita e per combatterlo la soluzione migliore è rappresentata dalla diffusione del libro usato.
L'altra faccia della medaglia di questa battaglia è puramente politico:
il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, è affidato alle Regioni. La spesa destinata al diritto allo studio è coperta dai trasferimenti statali (nel 2008 sono stati trasferiti alle Regioni 258 milioni di euro) e dalle risorse proprie delle Regioni, che variano a seconda delle disponibilità economiche e della sensibilità politica (nel 2008, complessivamente, le Regioni hanno destinato al diritto allo studio 360 milioni di euro). Noi come Partito della Rifondazione Comunista denunciamo dunque non solo che i fondi sono insufficienti, ma soprattutto che tali fondi vengono ogni anno diminuiti, limitando la conoscenza degli studenti che messi al muro accetteranno ogni tipo di lavoro senza alcun rispetto delle norme in tutela della sicurezza e senza alcuna garanzia sindacale.

Noi chiediamo:
►► la gratuità dei libri di testo per tutte/i le/gli alunne/i almeno nella fascia dell’obbligo (elementari,
medie e primo biennio delle superiori);
►► il comodato d’uso gratuito dei libri in tutte le scuole;
►► di portare l’Iva al 4% per tutti i prodotti e per tutte le attività culturali;
►► di investire sulla crescita della scuola pubblica.

Per questo il Circolo di Bracciano presto attiverà nella sua sede un mercatino del libro usato per gli studenti che frequentano il liceo Ignazio Vian, l'ITC Luca Paciolo (Via Piave) e il Turistico Luca Paciolo (Via dei Lecci).
VOLANTINO LIB(E)RI.

martedì 7 luglio 2009

NO ALLA REPRESSIONE A ROMA!!!!

La repressione in corso in queste ore a Roma e in diverse altre città italiane è il segno di una democrazia fragilissima.

Soltanto a Roma sono stati fermati più di trenta studenti dopo che la polizia ha caricato un corteo pacifico di centinaia di studenti e ha inseguito uno per uno gli studenti dispersi. I Giovani Comunisti esprimono solidarietà ad ognuno di loro e continuano a manifestare al fianco di quanti, in questi giorni, hanno dato vita a manifestazioni di proteste nelle Università e nelle piazze.

È una vergogna inaccettabile per uno Stato democratico, che segue le perquisizioni e gli ordini di cattura emessi dalle questure nella giornata di ieri.

Si vuole annichilire un movimento capace di riversare nelle piazze centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica, che sentono il peso delle politiche neoliberiste e della crisi economica a che, per questo, chiedono che questo prezzo sia causato da chi questa crisi l'ha voluta e causata.

Le mobilitazioni del movimento di questi giorni dimostreranno che esso è maturo e che non cadrà nella trappola delle provocazioni.

Il capogruppo regionale del Lazio Ivano Peduzzi,assieme alle alte sfere del partito nazionale, condanna con forza l’azione repressiva in atto per fermare la protesta nelle università e chiede la liberazione immediata degli studenti arrestati e in stato di fermo.

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