Quando si avvicina il periodo di riapertura delle scuole, una delle principali preoccupazioni di milioni di famiglie è quella dell’acquisto dei libri di testo per il nuovo anno scolastico. Una grossa spesa (si arriva fino ai 500 euro annui per studente) che incide molto sui bilanci familiari, spesso già in rosso per
altre uscite come mutuo, affitto, bollette, beni alimentari, bollo, assicurazioni,
etc.
Inoltre, in una fase di crisi le difficoltà economiche si moltiplicano e il diritto allo studio, che andrebbe
garantito universalmente, viene compromesso e percepito paradossalmente quasi come un peso per molte famiglie.
Le cause di un costo così eccessivo sono riconducibili sia all’innalzamento dei prezzi dei testi da parte delle grandi case editrici, che stampano ogni anno nuove edizioni ingiustificate (magari cambiando solo l’impostazione grafica o l’ordine delle pagine), sia al mancato rispetto da parte delle scuole dei tetti massimi al costo dei libri. Inoltre, se si considerano anche i testi “consigliati”, tra i quali atlanti e dizionari, i costi lievitano a dismisura.
Insomma, anche il caro libri si aggiunge alle altre numerose voci del carovita e per combatterlo la soluzione migliore è rappresentata dalla diffusione del libro usato.
L'altra faccia della medaglia di questa battaglia è puramente politico:
il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, è affidato alle Regioni. La spesa destinata al diritto allo studio è coperta dai trasferimenti statali (nel 2008 sono stati trasferiti alle Regioni 258 milioni di euro) e dalle risorse proprie delle Regioni, che variano a seconda delle disponibilità economiche e della sensibilità politica (nel 2008, complessivamente, le Regioni hanno destinato al diritto allo studio 360 milioni di euro). Noi come Partito della Rifondazione Comunista denunciamo dunque non solo che i fondi sono insufficienti, ma soprattutto che tali fondi vengono ogni anno diminuiti, limitando la conoscenza degli studenti che messi al muro accetteranno ogni tipo di lavoro senza alcun rispetto delle norme in tutela della sicurezza e senza alcuna garanzia sindacale.
Noi chiediamo:
►► la gratuità dei libri di testo per tutte/i le/gli alunne/i almeno nella fascia dell’obbligo (elementari,
medie e primo biennio delle superiori);
►► il comodato d’uso gratuito dei libri in tutte le scuole;
►► di portare l’Iva al 4% per tutti i prodotti e per tutte le attività culturali;
►► di investire sulla crescita della scuola pubblica.
Per questo il Circolo di Bracciano presto attiverà nella sua sede un mercatino del libro usato per gli studenti che frequentano il liceo Ignazio Vian, l'ITC Luca Paciolo (Via Piave) e il Turistico Luca Paciolo (Via dei Lecci).
VOLANTINO LIB(E)RI.
giovedì 9 luglio 2009
martedì 7 luglio 2009
NO ALLA REPRESSIONE A ROMA!!!!
La repressione in corso in queste ore a Roma e in diverse altre città italiane è il segno di una democrazia fragilissima.
Soltanto a Roma sono stati fermati più di trenta studenti dopo che la polizia ha caricato un corteo pacifico di centinaia di studenti e ha inseguito uno per uno gli studenti dispersi. I Giovani Comunisti esprimono solidarietà ad ognuno di loro e continuano a manifestare al fianco di quanti, in questi giorni, hanno dato vita a manifestazioni di proteste nelle Università e nelle piazze.
È una vergogna inaccettabile per uno Stato democratico, che segue le perquisizioni e gli ordini di cattura emessi dalle questure nella giornata di ieri.
Si vuole annichilire un movimento capace di riversare nelle piazze centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica, che sentono il peso delle politiche neoliberiste e della crisi economica a che, per questo, chiedono che questo prezzo sia causato da chi questa crisi l'ha voluta e causata.
Le mobilitazioni del movimento di questi giorni dimostreranno che esso è maturo e che non cadrà nella trappola delle provocazioni.
Il capogruppo regionale del Lazio Ivano Peduzzi,assieme alle alte sfere del partito nazionale, condanna con forza l’azione repressiva in atto per fermare la protesta nelle università e chiede la liberazione immediata degli studenti arrestati e in stato di fermo.
Soltanto a Roma sono stati fermati più di trenta studenti dopo che la polizia ha caricato un corteo pacifico di centinaia di studenti e ha inseguito uno per uno gli studenti dispersi. I Giovani Comunisti esprimono solidarietà ad ognuno di loro e continuano a manifestare al fianco di quanti, in questi giorni, hanno dato vita a manifestazioni di proteste nelle Università e nelle piazze.
È una vergogna inaccettabile per uno Stato democratico, che segue le perquisizioni e gli ordini di cattura emessi dalle questure nella giornata di ieri.
Si vuole annichilire un movimento capace di riversare nelle piazze centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica, che sentono il peso delle politiche neoliberiste e della crisi economica a che, per questo, chiedono che questo prezzo sia causato da chi questa crisi l'ha voluta e causata.
Le mobilitazioni del movimento di questi giorni dimostreranno che esso è maturo e che non cadrà nella trappola delle provocazioni.
Il capogruppo regionale del Lazio Ivano Peduzzi,assieme alle alte sfere del partito nazionale, condanna con forza l’azione repressiva in atto per fermare la protesta nelle università e chiede la liberazione immediata degli studenti arrestati e in stato di fermo.
venerdì 22 maggio 2009
BERLUSCONI SI DEVE DIMETTERE

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo i giudici di Milano, ha corrotto l’avvocato inglese Mills.
Berlusconi non è stato processato per corruzione solo perché si è fatto una norma su misura, il “lodo Alfano”, che mette al di sopra della legge le principali cariche dello stato.
Contro questa legge abbiamo raccolto le firme per fare il referendum e il popolo italiano deciderà in merito.
Il punto fondamentale è però che chi è ritenuto corruttore da un giudice va considerato indegno moralmente e politicamente di fare il Presidente del Consiglio. In qualsiasi paese civile si sarebbe già dimesso.
Per questo chiediamo con una petizione che Berlusconi si dimetta.
FIRMA ANCHE TU
lunedì 11 maggio 2009
sabato 2 maggio 2009
PRIMO MAGGIO TUTTI I GIORNI
Ieri, in occasione del primo maggio, Rifondazione Comunista assieme ai compagni dei Pdci erano presenti in Piazza San Giovanni per ricordare che questo giorno dedicato al lavoro c'è perchè i lavoratori di tutto il mondo da oltre un secolo e mezzo lottano per ottenere diritti, gli stessi diritti che ora il patronato assieme ai loro governi vogliono togliere a tutti i lavoratori di oggi e del futuro. Soprattutto il primo maggio deve essere ricordato come giorno di lotta, contro un mondo fatto di sfruttamento e sopraffazione della classe dominante. Dopo questa considerazione, vogliamo che sia primo maggio tutti i giorni per poter lottare contro la privatizzazione dei servizi pubblici, per difendere il contratto nazionale di lavoro, per attaccare il precariato concepito dai neo liberisti come flessibilità e sentito dai lavoratori come modello di risparmio e controllo sindacale da parte dei padroni, per far pagare la crisi a chi si può permettere i beni extra-lusso e non agli operai, i quali si ritrovano fra l'altro cassaintegrati nella maggiore parte delle nostre fabbriche e per volere un lavoro sicuro dove appunto nessuno esca di casa per poi tornarci dentro una bara.
Noi vogliamo che l'egoismo e l'individuismo nel nostro paese, le quali hanno minato la coesione sociale all'interno della classe lavoratrice,vengano sostituite con il senso di solidarietà perduto ormai da decenni.
ANCHE I SANTI SOSTENGONO LA NOSTRA LISTA
Noi vogliamo che l'egoismo e l'individuismo nel nostro paese, le quali hanno minato la coesione sociale all'interno della classe lavoratrice,vengano sostituite con il senso di solidarietà perduto ormai da decenni.
ANCHE I SANTI SOSTENGONO LA NOSTRA LISTA
martedì 21 aprile 2009
domenica 19 aprile 2009
Manifestazione 18 Aprile 2009
"SU LA TESTA!": era da un bel periodo che non si sentiva uno slogan elettorale così efficace e coerente con la situazione della nostra gente.
Uno slogan rivolto a tutti i compagni che in pieno berlusconismo si trovano in difficoltà.
Ma c'è un'altra frase che ha colpito il segno, anzi che è il punto di flesso della sinistra intera:" è ora di essere i comunisti che fanno" affermata da Paolo Ferrero (pressappoco, ndr) alla Folla venuta da tutta Italia( circa 3mila persone) e accorsa per l'apertura della Campagna Elettorale per l'Europee.
Non mancano gli attacchi al governo, "oscurantista e liberista" e al PD, "che vota in Europa quasi sempre con i liberali e popolari e che specula sul terremoto in Abruzzo per ottenere una semplificazione elettorale che regalerebbe il paese alle destre. Meglio ridurre le spese militari o accantonare definitivamente il progetto del Ponte sullo Stretto".
Sono intervenuti anche il capogruppo del GUE nonchè esponente del PCF Francis Wurtz,il leader de "die linke" e presidente della sinistra europea Lothar Bisky, il segretario del Partito Comunista spagnolo Paco Frutos. Dopo un breve intermezzo musicale con Zulu dei 99 posse e Enrico Capuano, tocca agli esponenti della nuova lista anticapitalista e comunista: Cesari Salvi, leader di Socialismo 2000, afferma:"non mi vergogno nè mi sento in imbarazzo con la falce e martello, anzi mi sembra di essere tornato ragazzo"; Oliviero Diliberto,dopo aver intonato Bandiera Rossa assieme ai manifestanti, elenca le nefandezze del governo Berlusconi, compresa quella relativa alla cacciata di un vignettista satirico dalla tv, la stessa tv che mette sullo stesso piano i morti della ThyssenKrupp al Delitto di Garlasco perchè fanno parte di quello spettacolo osceno de "basta che ci sia sangue" conclude Diliberto. Ma oltre le frasi effetto, il palco, la musica e le dichiarazioni politiche, ciò che fa sperare è la presenza nella piazza di tanti giovani, che portano nuove idee e tanta voglia di lavorare per superare quella maledetta soglia di sbarramento.
(le foto pre-articolo sono le mie, mentre quelle seguenti sono di Franco Ferrari)
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