giovedì 10 giugno 2010

Annullato concerto neofascista a Frosinone grazie alle/ai Giovani comuniste/i


Frosinone, 9 Giugno. Era prevista per sabato 19 giugno, in un locale della zona, la presentazione del nuovo cd degli Zetazeroalfa, gruppo musicale romano dichiaratamente nazifascista, e il cui cantante, Gianluca Iannone, è il presidente del movimento neofascista CasaPound Italia.
Appena saputa la notizia, le/i Giovani comuniste/i, insieme alla rete antifascista e antirazzista del basso Lazio, di cui le/i Giovani comuniste/i sono membri attivi, si sono mossi in un'unica direzione per non permettere la riuscita della presentazione del cd.

Abbiamo subito pensato ad un “bombardamento” selvaggio, con mail, sms e telefonate nei confronti del locale che avrebbe dovuto ospitare l’evento. Essendo quest’ultimo un circolo Arci, le/i Giovani comuniste/i sono intervenute/i, rifacendosi allo statuto dell’associazione, dove nella premessa è contenuta la dichiarazione "dell'Arci di riconoscersi nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo”, cosa evidentemente in conflitto con gli ideali portati avanti dagli Zetazeroalfa.

L'azione compiuta ha avuto inizio, ed è bastata appena una giornata perchè ci contattassero i gestori del locale, i quali, dimostratosi comprensibili alle nostre proteste (dichiarandosi apartitico e apolitico e non a conoscenza dell'organizzazione a cui faceva riferimento il gruppo degli Zetazeroalfa), ci ha annunciato che la presentazione non avrebbe avuto luogo all’interno dello stesso.

Ringranziamo il locale e tutte tutti gli antifascisti che hanno aderito all’appello: questa è l’ennesima prova che a Frosinone non c’è posto per i fascisti!

NON E' CHE L'INIZIO!!!! FESTA DEL TESSERAMENTO 2010


sabato 31 ottobre 2009

ADESSO BASTA!!!! VERITA' SU STEFANO



Quando ho sentito la notizia, mi sono detto: "che novità. Ormai ci sono abituato, e come Carlo Giuliani non succederà nulla". Mi sbagliavo. Come i genitori di Carlo, La famiglia di Stefano Cucchi, arrestato per possesso di 20 gr. di droga(!), condotto in carcere e morto dopo essere stato torturato dalle guardie, hanno fatto vedere le foto del corpo di Stefano, facendo capire così a tutti che il ragazzo di 31 anni non è caduto dalle scale, in quanto sarebbe un fatto davvero strano che avesse segni e ferite solo sulla schiena e in faccia( il presidente di "Antigone" parla di una tipica caduta con gli sci, non una caduta accidentale in una prigione). Ebbene nonostante ciò, il Governo, sia con le dichiarazioni di Angelino Alfano sia con le più scorcentanti parole di Ignazio La Russa, continua ad avvallare la tesi della morte accidentale. Invece di fare indagini su un vero e proprio omicidio, nascondono la verità e difendono i poliziotti. I GC e La FGCI ieri hanno organizzato il presidio davanti a Palazzo Chigi per chiedere Verità su questo infame delitto, ricordando anche le altre morti per mano delle Forze dell'Ordine. TORNIAMO A ESSERE UN PAESE DEMOCRATICO, ATTACCHIAMO QUESTO PAESE DA "DESAPARECIDOS"!!!!

Giuliano Sdanghi (GC Bracciano)


Illustrissimo Signor Presidente,
le fotografie diffuse ieri con estremo coraggio dalla famiglia di Stefano Cucchi impongono una reazione delle coscienze.
Come Lei con la Sua biografia ci ha più volte insegnato, impongono in primo luogo una reazione della coscienza del nostro Paese, Repubblica democratica e antifascista per la cui nascita migliaia di martiri hanno offerto il sacrificio delle loro vite e migliaia di eroi hanno conosciuto la reclusione e l’internamento nelle carceri del regime. Anche in virtù di quel sacrificio, oggi possiamo dire che il tasso di democrazia di un Paese civile si misura dalle condizioni delle sue carceri, dal rispetto che lo Stato assicura a ciascun detenuto.
Se leggessimo con questo metro di giudizio la vicenda di Stefano Cucchi, dovremmo ritenere l’Italia un Paese schiavo, servo della barbarie e dell’arbitrio. Le Istituzioni che Lei rappresenta devono reclamare, insieme alla famiglia e insieme ad ogni cittadino democratico, verità e giustizia.
Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, affinché sia fatta piena luce su questo episodio drammatico. Affinché noi giovani si possa cancellare questa assurda vergogna di sentirsi italiani.

Le porgiamo, ringraziandoLa, i nostri più sentiti saluti antifascisti,

Flavio Arzarello
Simone Oggionni
Stefano Perri
Tito Russo
Gianluca Schiavon
Anna Belligero
Danilo Borrelli
Giampiero Cesario
Paolo Cipressi
Francesco D’Agresta
Virginia De Cesare
Federico Del Giudice
Andrea Devoto
Mariano Di Palma
Alessandro Esposito
Andrea Filippini
Luna Grassi
Matteo Iannitti
Giordano Lorefice
Daniele Maffione
Francesco Maringiò
Emanuele Pagano
Enrico Pellegrini
Angela Rosa Sinisi
Alessandro Squizzato
Matteo Tanzini
Monica Usai
Stefano Vitale




martedì 27 ottobre 2009

FERRERO STRAPPA MANIFESTO FASCISTA: DOMANI IMITIAMOLO TUTTI!!!!



(AGI) - Roma, 27 ott. - Il 27 ottobre e' il giorno che precede il 28 ottobre, e messa cosi' in effetti anche monsieur de La Palice avrebbe un moto di sconforto. Considerando che e' la vigilia di quello ricordato dai libri di storia per la marcia su Roma, tocca a Paolo Ferrero sbottare "quando e' troppo e' troppo" nell'imbattersi, a due passi da Montecitorio, in un manifesto inneggiante a "Mussolini uomo di popolo". Una 'tradizione', quella delle affissioni nostalgiche, ricorrente nelle date simbolo legate al fascismo.
La reazione di Ferrero e' visibile sulla web tv del PdCI (www.pdcitv.it): un video lo riprende in via Uffici del Vicario, al termine della conferenza stampa con Di Pietro all'hotel 'Nazionale'. "Accorgendosi che su un muro li' vicino e' affisso un manifesto abusivo e illegale inneggiante al fascismo e a Mussolini - sintetizza il comunicato di accompagnamento - non ci pensa due volte e lo stacca a favor di telecamera". Il tutto ritmato dalla colonna sonora di 'Resistencia', canzone del gruppo spagnolo Ska-P.
E' ancora al comunicato che bisogna tornare per la chiusa dell'episodio, non catturata dal microfono della telecamerina.
Un carabiniere chiede all'esponente politico "perche' lo ha fatto?", mentre il manifesto finisce appallottolato nel cestino di un noto bar del centro. "Perche' non lo ha fatto lei?", la risposta di Ferrero.

APPELLO PER MANIFESTAZIONE UNITARIA CONTRO POLITICHE DEL GOVERNO BERLUSCONI

La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese. Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.

Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.

Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.

Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale. Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.

E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per le chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.

Antonio Di Pietro
Paolo Ferrero

Dichiarazione di Paolo Ferrero: "La necessità di fermare la disastrosa azione e le pessime politiche del governo Berlusconi sia sul versante sociale che su quello democratico "è" la questione principale sulla quale abbiamo chiesto e chiediamo al Pd come a tutte le forze dell'opposizione politica, sociale e sindacale a questo governo di costruire la mobilitazione per la manifestazione del prossimo 5 dicembre. La forza di Berlusconi sta tutta nell'inconsistenza dell'attuale opposizione. Mi auguro che il Pd se ne renda conto. E' davvero irresponsabile lasciare da sola, oggi, la Cgil come tutte le forze del sindacalismo di base a contrastrare l'azione del governo Berlusconi sul piano sociale e democratico. Questo è il problema che poniamo a tutta le forze di opposizione. Come abbiamo detto nella conferenza stampa di oggi, "E' ora di svegliarsi"."

giovedì 8 ottobre 2009

DIMISSIONI SUBITO



La Corte Costituzionale ha emesso la sua sentenza: il Lodo Alfano viola la Costituzione e la viola sull'articolo più importante: l'articolo 3. Ora Berlusconi deve subire tre processi, e in uno il suo complice, L'avvocato Mills, è stato già condannato come corrotto dal Presidente del Consiglio. Ora, se fossimo in un qualsiasi paese europeo in cui un amministratore pubblico o politico si dimette per qualsiasi tipo di accusa( l'ultimo caso, il presidente del parlamento si è dimesso per delle questioni di Rimborsi viaggi), In Italia Berlusconi attacca e taccia come "personaggi della Sinistra" la Corte, i giudici di ogni livello, il Presidente della Repubblica, i giornali e tutto ciò che gli impedisce di fare i suoi comodi. Noi chiediamo le dimissioni del Premier in quanto persona non più degna a rappresentare la Nazione e il Popolo italiano; chiediamo a tutte le forze democratiche di creare un governo di unità nazionale di breve durata e con pochi compiti: fare la legge sul conflitto di interesse e una nuova legge elettorale proporzionale, ovvero di fare le uniche due leggi utili per fare fuori dalla vita politica-istituzionale non solo Berlusconi, ma anche il pensiero berlusconiano.

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