
Quando ho sentito la notizia, mi sono detto: "che novità. Ormai ci sono abituato, e come Carlo Giuliani non succederà nulla". Mi sbagliavo. Come i genitori di Carlo, La famiglia di Stefano Cucchi, arrestato per possesso di 20 gr. di droga(!), condotto in carcere e morto dopo essere stato torturato dalle guardie, hanno fatto vedere le foto del corpo di Stefano, facendo capire così a tutti che il ragazzo di 31 anni non è caduto dalle scale, in quanto sarebbe un fatto davvero strano che avesse segni e ferite solo sulla schiena e in faccia( il presidente di "Antigone" parla di una tipica caduta con gli sci, non una caduta accidentale in una prigione). Ebbene nonostante ciò, il Governo, sia con le dichiarazioni di Angelino Alfano sia con le più scorcentanti parole di Ignazio La Russa, continua ad avvallare la tesi della morte accidentale. Invece di fare indagini su un vero e proprio omicidio, nascondono la verità e difendono i poliziotti. I GC e La FGCI ieri hanno organizzato il presidio davanti a Palazzo Chigi per chiedere Verità su questo infame delitto, ricordando anche le altre morti per mano delle Forze dell'Ordine. TORNIAMO A ESSERE UN PAESE DEMOCRATICO, ATTACCHIAMO QUESTO PAESE DA "DESAPARECIDOS"!!!!
Giuliano Sdanghi (GC Bracciano)
Illustrissimo Signor Presidente,
le fotografie diffuse ieri con estremo coraggio dalla famiglia di Stefano Cucchi impongono una reazione delle coscienze.
Come Lei con la Sua biografia ci ha più volte insegnato, impongono in primo luogo una reazione della coscienza del nostro Paese, Repubblica democratica e antifascista per la cui nascita migliaia di martiri hanno offerto il sacrificio delle loro vite e migliaia di eroi hanno conosciuto la reclusione e l’internamento nelle carceri del regime. Anche in virtù di quel sacrificio, oggi possiamo dire che il tasso di democrazia di un Paese civile si misura dalle condizioni delle sue carceri, dal rispetto che lo Stato assicura a ciascun detenuto.
Se leggessimo con questo metro di giudizio la vicenda di Stefano Cucchi, dovremmo ritenere l’Italia un Paese schiavo, servo della barbarie e dell’arbitrio. Le Istituzioni che Lei rappresenta devono reclamare, insieme alla famiglia e insieme ad ogni cittadino democratico, verità e giustizia.
Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, affinché sia fatta piena luce su questo episodio drammatico. Affinché noi giovani si possa cancellare questa assurda vergogna di sentirsi italiani.
Le porgiamo, ringraziandoLa, i nostri più sentiti saluti antifascisti,
Flavio Arzarello
Simone Oggionni
Stefano Perri
Tito Russo
Gianluca Schiavon
Anna Belligero
Danilo Borrelli
Giampiero Cesario
Paolo Cipressi
Francesco D’Agresta
Virginia De Cesare
Federico Del Giudice
Andrea Devoto
Mariano Di Palma
Alessandro Esposito
Andrea Filippini
Luna Grassi
Matteo Iannitti
Giordano Lorefice
Daniele Maffione
Francesco Maringiò
Emanuele Pagano
Enrico Pellegrini
Angela Rosa Sinisi
Alessandro Squizzato
Matteo Tanzini
Monica Usai
Stefano Vitale
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